Italia-Australia sola andata
Italia-Australia con qualsiasi mezzo alla scoperta di ciò che non si vede dall'aereo!
giovedì 11 novembre 2010
sabato 6 novembre 2010
mercoledì 3 novembre 2010
Gili Trawangan - 8 anni dopo
Gili Trawangan e' probabilmente la mia destinazione preferita per una rilassante vacanza al mare. Su quest'isola che puo' essere esplorata a piedi da un capo all altro in un'ora non ci sono mezzi di trasporto a motore, l'elettricita' viene prodotta sull'isola con un generatore e dalle docce esce acqua di mare in quanto sull'isola non c'e' acqua dolce. Qui nel 2002 ho trascorso 2 mesi facendo immersioni dalla mattina alla sera senza mai andare in spiaggia a prendere il sole, questa volta nei pochi giorni che ho passato sull'isola ho fatto esattamente il contrario!
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| Gili Meno vista da Gili Trawangan |
martedì 26 ottobre 2010
Ubud - Gili Trawagan (26/10/2010)
Questo e' un viaggetto semplice semplice, in linea d'aria saranno circa 40-50km. Partenza ore 7 del mattino con pulmino, poi un traghetto, quindi un altro pulmino ed infine un ultimo traghetto speriamo dalla chiglia semipiatta e prua non troppo alta. E' si qui l'atezza della prua e la forma della chiglia sono fondamentali. Gili Trawangan la conosco bene da sapere che non c'e' il molo per l'attracco, quindi il traghetto arriva il piu' vicino possibile alla spiaggia ma poi c'e' da saltare in acqua con lo zaino in spalla (a meno che non si voglia tentare la fortuna e farselo tirare da uno degli indonesiani a bordo...) per poi arrivare a riva.
P.S.
Questo post l'avevo scritto ieri sera ma ho poi dimenticato di pubblicarlo.
Dopo 11 ore di viaggio, alle 18 sono arivato a Gili Trawangan. In effetti c'era un modo per arrivare qui direttamente in 3 ore con un solo catamarano veloce ma costava 600.000 rupie. Come potete immaginare io ho preferito l'opzione da 150.000 rupie come ai vecchi tempi quando nel 2002 sono venuto a fare le immesioni e mi sono fermato a Gili Trawangan per 2 mesi!
lunedì 25 ottobre 2010
Ubud, Bali (24-26/10/2010)
Da Kuta mi sono spostato al tranquillo centro collinare di Ubud.
Ubud e'considerata la capitale culturale dell'isola di Bali. Questo era un piccolo villaggio che purtroppo a causa del turismo si espanso a tal punto da perdere il suo fascino originale. Anche se molto cambiato Ubud rimane un paesotto molto rilassato ed interessante, circondato dalle risaie e tempestato di templi Induisti Balinesi ad ogni anglolo di starda e di campagna. Apparantemente e' appena uscito il film "Eat, Pray, Love" (con Julia Roberts) che e' stato in parte girato ed ambientato qui ad Ubud.
Per visualizzare tutti i video e le foto clicca sul link qui sotto.
Ubud e'considerata la capitale culturale dell'isola di Bali. Questo era un piccolo villaggio che purtroppo a causa del turismo si espanso a tal punto da perdere il suo fascino originale. Anche se molto cambiato Ubud rimane un paesotto molto rilassato ed interessante, circondato dalle risaie e tempestato di templi Induisti Balinesi ad ogni anglolo di starda e di campagna. Apparantemente e' appena uscito il film "Eat, Pray, Love" (con Julia Roberts) che e' stato in parte girato ed ambientato qui ad Ubud.
| Danzatrice Ramayana, Ubud, Bali |
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Kuta - Bali (21-24/10/2010)
Kuta e' la spiaggia piu' famosa di Bali, c'ero gia' passato due voltema non mi ero mai fermato. Questa volta ho deciso di vedere se e' veramente cosi' come la descrivono e quindi ci ho passato 3 giorni.
Prima di tutto c'e' da dire che secondo me Wallace (no Claudio, non e' quel Wallace che ci ha fatti "scappare" dal Geko!) si era sbagliato. Questo Wallace era un naturalista inglese che per primo noto' che nell'archipelago indonesiano andando verso est a Lombok comincia la diffusione della fauna di tipo Australiano. Bali si trova ad ovest di Lombok ma per le strade Kuta ci sono quasi solo Australiani. Le specie da me ossevate sono le seguenti: australiano ubriaco che sta andanto a surfare; australiano che sta surfando ma pensa che ormai e'ora di andare a bere; australiano che fa colazione con uova fritte e birra; australiano scalzo con cannottiera Bintang (la Bintang e' la birra piu' diffusa in Indonesia); australiano che cammina scalzo e a petto nudo tra le pozzanghere ed i topi; austaliano a petto nudo ma con infradito ai piedi che balla ubriaco in discoteca. Lasciamo perdere la fauna australiana avvistata Kuta se no non finisco piu'. Comunque Kuta e' il posto giusto per surfare, ubriacarsi ed andare in discoteca 7 notti su 7. A Kuta non c'e' Gaspari (sindaco di San Benedetto) e quindi la musica puo essere udita da qualsiasi camera di hotel almeno fino alle 4 di mattina.
Conclusione: se in futuro dovessi dire che sto andando a Kuta, per favore portatemi da uno psichiatra perche' sicuramente mi si deve essere spostata qualche rotella nel cervello!
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Prima di tutto c'e' da dire che secondo me Wallace (no Claudio, non e' quel Wallace che ci ha fatti "scappare" dal Geko!) si era sbagliato. Questo Wallace era un naturalista inglese che per primo noto' che nell'archipelago indonesiano andando verso est a Lombok comincia la diffusione della fauna di tipo Australiano. Bali si trova ad ovest di Lombok ma per le strade Kuta ci sono quasi solo Australiani. Le specie da me ossevate sono le seguenti: australiano ubriaco che sta andanto a surfare; australiano che sta surfando ma pensa che ormai e'ora di andare a bere; australiano che fa colazione con uova fritte e birra; australiano scalzo con cannottiera Bintang (la Bintang e' la birra piu' diffusa in Indonesia); australiano che cammina scalzo e a petto nudo tra le pozzanghere ed i topi; austaliano a petto nudo ma con infradito ai piedi che balla ubriaco in discoteca. Lasciamo perdere la fauna australiana avvistata Kuta se no non finisco piu'. Comunque Kuta e' il posto giusto per surfare, ubriacarsi ed andare in discoteca 7 notti su 7. A Kuta non c'e' Gaspari (sindaco di San Benedetto) e quindi la musica puo essere udita da qualsiasi camera di hotel almeno fino alle 4 di mattina.
Conclusione: se in futuro dovessi dire che sto andando a Kuta, per favore portatemi da uno psichiatra perche' sicuramente mi si deve essere spostata qualche rotella nel cervello!
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| Kuta Beach - Bali |
giovedì 21 ottobre 2010
Gunung Bromo - Kuta (Bali) (20.10.2010)
Questi viaggi in pulman stanno diventando sempre piu' atroci! Dopo essermi alzato alle 3 per andare a vedere i vulcani, alle 10 si riparte: 1 ora di pulmino per andare a Probolinggo e poi circa 7 ore per arrivare a Kuta sull'isola di Bali o almeno questo era il programma. A Probbolingo lo scomodissimo pulman (pero' l'aria condizionata funzionava!) era gia' in ritardo di 1 ora e mezza, quindi la partenza da Probolinggo si materializza solo alle 13.30 dopo aver aspettato all'aperto nel caldo asfissiante di mezzogiorno per 2 ore e mezzo. Sono le19, teoricamente l'ora d'arrivo alla destinazione finale, ed invece siamo ancora all'imbarco del traghetto per attraversare lo stretto tra Giava e Bali. Anche qui, una traversata di 30 minuti diventa di 1 ora, giacche' ci sono 6 traghetti e solo un approdo su ogni isola, quindi questi traghetti devono fare la fila per ormeggiare. Poi qualche altra ora di viaggio per arrivare alla stazione dei pulman di Denpasar dove ovviamente gli autisti dei pochi mezzi di trasporto disponibili tentano di prenderti per la gola. Dopo un altra mezzora di contrattazioni finalmente, con due francesi abbiamo noleggiamo uno scassatissimo pullmino con autista per farci portare a Kuta ad un prezzo decente. Naturalmente una volta arrivati a Kuta e' ora per una bella pioggia torrenziale di quelle portate dai monsoni che accompagna la mia ricerca per una stanza in una guesthouse. Finalmente dopo piu' di mezzora di "passeggiata", con lo zaino in spiaggia, eccola qui... trovata! Sono le 2.30 di mattina, sono in giro da 23 ore ma finalmente ho un letto per dormire e domani si va al mare sull'oceano Indiano!
Yogyakarta-Gunung Bromo (19.10.2010)
Un altro bel viaggetto inziato alle 8.30 di mattina a Yogayakarta sotto il sole cocente con un pulmino dove l'aria condizionata non riusciva a portare la temperatura sotto i 28-29 gradi. Dopo circa 11 ore e quattro soste siamo arrivati a Probolinggo. 4 soste in 11 ore sembrano abbastanza, una per pranzo dopo cinque ore e... 3 solo per l'autista. Si, questo autista si faceva le soste di 2 minuti solo per lui! Praticamente come viaggiare su di uno dei tanti carri bestiame che abbiamo superato durante il tragitto. Comunque, poi da Probolinggo ancora un ora con un altro pulmino per arrivare alle 9 di sera in un villaggio molto vicino al vulcano. Il giorno (notte) successivo sveglia alle 3.30 di mattina per andare a visitare i vulcani all'alba.
Il viaggio e' stato escruciante ma ne e' sicuramente valsa la pena!
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lunedì 18 ottobre 2010
Yogayakarta-Semarang-Yogyakarta (17-18.10.2010)
View Yogyakarta-Semarang in a larger map
Non so perche' ma in questo viaggio sono afflitto dal richiamo dell'orangotango! Non so spigarmelo perche' viste le frequentazioni che ho a SBT di oragotanghi allo stato naturale ne ho gia' visti abbastanza...
Comunque prima sono andato a Penang, in Malesia, per andare a Sumatra a vedere gli orangotanghi nella giungla ma il tentativo e' fallito in quanto il servizio di traghetti da Penang a Belawan e' stato sospeso. Andare a Sumatra comportava una deviazione verso nord rispetto alla direzione sud-est che dovrei mantenere per arrivare in Australia ma ho sempre pensato ne valesse la pena.
Ieri c'ho riprovato. C'e' un parco nazionale nel sud di Kalimantan (Borneo Indonesiano) dove possono essere avvistati gli orangotaghi nel loro habitat naturale, quindi ho deciso di dirottare ancora una volta il viaggio verso nord.
Semarang e' ha 3-4 ore di pulman da Yogyakarta. Ho consultato online gli orari dei traghetti della compagnia statale Pelni e quindi preso il pullman per Semarang il 17 per poi imbarcarmi sul traghetto da Semarang a Kumai il 19 mattina. Arrivato a Semarang Domenica pomeriggio alle 6 sono andato subito davanti all ufficio Pelni (che e' chiuso di domenca) a consultare gli orari che vengono pubblicati manualmente di volta in volta su due lavagne bianche. L'ultimo aggiornamento riportava gli orari dei traghetti che sono partiti a settembre. Un signore che si trovava li di fronte per caso, in un Iglese stentato, mi ha fatto capire che il traghetto per Kumai sarebbe partito all'indomani alle 10 di mattina. Io gli ho subito fatto presente che il sito della Pelni riporta il traghetto in partenza il 19 ma lui molto gentilmente mi ha fatto capire che "internet e la realta' son due cose diverse"!
Questa mattima (18.10) ero prontissimo per l'apertura dell ufficio informazioni/biglietteria Pelni per controllare che ci sia un traghetto per tornare da Kumai a Semarang o Surabaya entro pochi giorni, comprare il biglietto per Kumai e correre al porto per imbarcarmi.
L'ufficio ha aperto le porte alle 8, cosi' ho cominciato ad aspettare l'apertura dello sportello che sembrava ritardasse un po' (dopotutto sono in Indonesia). Alle 8.30 entra nella sala d'aspetto un signore che sembra sappia come funzionano le cose, mi chiede cosa sto' aspettando e poi va a parlare con qualcuno sul retro della biglietteria al suo ritorno mi dice che la biglietteria avrebbe aperto di li a poco e se ne va.
Alle 9 finalmente riesco ad attrarre l'attenzione di qualcuno all'interno della biglietteria che fin ora aveva deciso di ignorarmi. Esce un ragazzino, gli spiego di cosa ho bisogno e mi dice che la bigletteria avrebbe aperto alle 10! I gli faccio presente che la nave sarebbe partita alle 10, quindi lui rientra nell ufficio si consulta con un signore piu' anziano seduto davanti ad un computer e poi torna da me per dirmi che biglietti ancora non poteva farne ed orari aggiornati non ne aveva perche' le informazioni vengono da un computer che "sta elaborando i dati" ma tra 10 minuti tutto sara' pronto. Elaborando i dati?!?
Ore 9.30: il computer sta ancora elaborando i dati. E' ora di andare all'hotel per prendere lo zaino, tornare a Yogyakarta e continuare in direzione sud-est. Gli orangotanghi li vedro' un'altra volta!!!
Cosa ho imparato oggi? Internet non e' la relata' e in Indonesia quando partono i traghetti (che hanno una frequenza prestabilita) lo sanno solo i capitani delle navi il giorno della partenza.
Per il resto Semarang ha presso che nulla da vedere ad eccezione di qualche edificio coloniale che sta cadendo in rovina ed un paio di musei di quart'ordine. Oltre tutto Semarang tende ad allagarsi.
Dimentivo, ieri notte ha piovuto a dirotto e questa mattina quando sono uscito dalla porta dell'hotel ho dovuto prendere un autobus per attraversare la strada!
Addio pantaloncini kaki!
Questa e' una questione seria e pertanto merita il suo post individuale!
Dopo essere stati acquistati in un outlet di Hong Kong a luglio 2007 ed aver reso 3 anni di continuo ed incondizionato servizio attraverso lunghe estati australi e boreali, nonche' 10 giorni (e anche qualche notte) di continuo impiego da Singapore a Yogyakarta, i miei pantaloncini kaki hanno ceduto il passo a causa di un buco sotto il cavallo dovuto all'usura .
E' con gran dispiacere che dovro' lasciarli in congedo permanente (secchio dell'immondizia) qui a Yogyakarta.
Dopo essere stati acquistati in un outlet di Hong Kong a luglio 2007 ed aver reso 3 anni di continuo ed incondizionato servizio attraverso lunghe estati australi e boreali, nonche' 10 giorni (e anche qualche notte) di continuo impiego da Singapore a Yogyakarta, i miei pantaloncini kaki hanno ceduto il passo a causa di un buco sotto il cavallo dovuto all'usura .
E' con gran dispiacere che dovro' lasciarli in congedo permanente (secchio dell'immondizia) qui a Yogyakarta.
Yogyakarta - carnevale (16.10.2010)
In modo fortuito sono capitato qui a Yogyakarta proprio nel fine settimana in cui si tiene il carnevale dell'armonia (terza edizione) che celebra l'unita' culturale dell'Idonesia. Il nome di questa festivita' che apparentemente e' gia' diventata la piu' importante sull'isola di Giava (sabato non c'era una stanza disponibile qui a Yogya) per me va spiegato cosi': questo paese ha una popolazione etoregenea che in molti casi malvolentieri si definisce Idonesiana. Molte province, sparse su isole distanti tra loro, sono abitate da etnie che altro non aspettano di trovare l'appoggio internazionale di cui ha goduto Timor Leste per dichiarare l'indipendenza dall'indonesia (es. Papua Occidentale), quindi qualche scenziato (burocrate) a Giacarta avra' ben pensato di creare consenso sponsorizzando questa manifestazione.
A parte le sue origini questa manifestazione e' molto piacevole, i carri sono veramente ben fatti ed i gruppi mascherati indossano dei vestiti molto curati anche nei dettagli.
Ecco alcuni video.
A parte le sue origini questa manifestazione e' molto piacevole, i carri sono veramente ben fatti ed i gruppi mascherati indossano dei vestiti molto curati anche nei dettagli.
Ecco alcuni video.
domenica 17 ottobre 2010
Yogyakarta (14-17.10.2010)
Yogyakarta e' considerata la capitale culturale dell'isola di Java. Questa e' una citta' particolare in quanto appare piena di vata, colore e tradizioni. La citta' e' ancora amministrata da un sultano (riverito dai suoi sudditi in quanto re) che vive all'interno di un complesso fortificato chiamato Kraton. Yogyakarta e' probabilmente l'unico posto che ho visitato in Asia dove il vecchio stile di vita e quello moderno riescono a convivere senza drammi. In citta' ci sono centri commerciali, nouvi condomini, internet caffe', fastfood e quantaltro il progresso porta con se ma allo stesso tempo la zona centrale della citta' e' ancora divisa in micro quartieri chiamati Kampung attraversati da viette strettissime dove la vita continua a scorrere come un tempo. Qui a popolazione che vive all interno di piccole casette dalle porte spalancate spesso senza bagni e senza lavatrici interagisce quotidianamente, fa spesa all'interno del quartiere ed aspetta il carretto-ristorante preferito per comprare un pasto cucinato sul posto. Inoltre Yogyakarta e' considerata il centro multiculturale dell'Idonesia in quanto abitata da tutte (le numerose) etnie che compongono la popolazione di questo paese.
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| Ingresso del Kraton |
sabato 16 ottobre 2010
Borobudur e Prambanan (dintorni di Yogyakarta)
giovedì 14 ottobre 2010
Giacarta-Yogyakarta in treno
Visualizza Giacarta-Yogyakarta in una mappa di dimensioni maggiori
Ieri (13/10/2010) sono partito da Giacarta alle 8.45 di sera con uno scomodissimo treno di categoria lusso (a parte l'aria condizionata piu' o meno come un nostro espresso di 15 anni fa) per arrivare questa mattina alle 5 qui a Yogyakarta, capitale culturale dell'isola di Java.
Se ci riesco nei prossimi giorni carichero' qualche foto di Yogyakarta e dintorni.
Giacarta
Giacarta, 9 milioni di abitanti, una giungla di cemento!
La lonely Planet aveva ragione a Giacarta non c'e' un gran che da vedere ma c'e' una buona varieta' di cibo. Appena arrivato sono uscito per fare cena, come mia consuetudine (ho imparato dai locali) sempre a bordo strada seduto su una seggiolina di plastica da bambini con il piatto o la foglia di banana (che funge da piatto) appoggiata sulle gambe. 2 involtini di pastella fritti ripieni di verdure e 10 Ayam Satay (arrosticini di pollo in salsa) cotti al momento, tutto buonissimo per soli 70 centesimi di euro circa! Poi pero' due birre al pub mi sono costate circa 5 euro... dopotutto sono mussulmani e cercano di scoraggiare il consumo di alcol o magari di estrarre piu' soldi possibili dai turisti.
Comunque a parte il cibo, tutto cio' che c'e' da vedere a Giacarta e' nelle foto e video qui sotto.
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La lonely Planet aveva ragione a Giacarta non c'e' un gran che da vedere ma c'e' una buona varieta' di cibo. Appena arrivato sono uscito per fare cena, come mia consuetudine (ho imparato dai locali) sempre a bordo strada seduto su una seggiolina di plastica da bambini con il piatto o la foglia di banana (che funge da piatto) appoggiata sulle gambe. 2 involtini di pastella fritti ripieni di verdure e 10 Ayam Satay (arrosticini di pollo in salsa) cotti al momento, tutto buonissimo per soli 70 centesimi di euro circa! Poi pero' due birre al pub mi sono costate circa 5 euro... dopotutto sono mussulmani e cercano di scoraggiare il consumo di alcol o magari di estrarre piu' soldi possibili dai turisti.
Comunque a parte il cibo, tutto cio' che c'e' da vedere a Giacarta e' nelle foto e video qui sotto.
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| Giacarta dall alto - piu' che dall'umidita' la foschia e' causata dallo smog |
mercoledì 13 ottobre 2010
Singapore-Giacarta in nave
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Viaggio lunghetto ma bellissimo. Sono partito alle 6.30 dall'ostello a Singapore per andare a prendere un traghetto che teoricamente impiega un'ora dal porto di Tanah Merah a quello di Tanjung Pinang sull'isola di Bintan in Idonesia, pero' come prevedibile visto il grande traffico di navi nello Stretto di Singapore, di ore ce ne sono volute due. Poi da Tanjung Pinang in "obemo" (mini bus di linea ma senza destinazione fissa!) verso l'ufficio prenotazioni della compagnia di navigazione che si trova 5km fuori dal paese. Li naturalmente mi informano che l'orario pubblicato sul sito internet e' sbagliato e la nave parte a mezzo giorno e non alle 4. Questo me lo dicono alle 11.15! (nota bene che da li la nave per Giacarta parte ogni 10 giorni) Quindi da questo ufficio tentando di non farmi fregare dai tanti autisti di mezzi vari che vorrebbero farmi pagare fino a 10 volte la tariffa normale raggiungo il porto di Kunjan a 25km dall'ufficio prenotazioni con un bus prima e poi un taxi. E' mezzogiorno meno dieci sono a porto ce l'ho fatta! Ma che fretta c'era? Tanto la nave parte all'una!
Da qui in poi tutto liscio verso una "crociera" di 25 ore in terza classe che mi portera' a Giacarta passando per l'arcipelago delle Riau e attraversando l'equatore.
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| La nave che mi ha portato a Giacarta |
domenica 10 ottobre 2010
Singapore 3 - finalmente si parte!
A Singapore non dovevo neanche passarci ed invece eccomi qui bloccato per 5 giorni. Ormai il piano di passare per Sumatra e' svanito in quanto da qui sarebbe una bella deviazione andare a Belawan nel nord dove ci sono i parchi ed i laghi. Poi i trasporti sull'isola di Sumatra sono molto difficoltosi ed estramamente lenti. I nostri cugini orangotanghi allo stato naturale li vedro' un'altra volta e da qui domani (11.10.2010) partiro' con un traghetto per Pulau Bintan, piccola isola indonesiana per poi prendere una nave che in 29 ore (o forse piu' visto che le navi indonesiane sono notoriamente sempre in ritardo) dovrebbe portarmi a Giacarta.
Comunque sia, Singapore e' proprio un bel posto dove rimanere bloccati. Qui l'oriente e l'occidente si fondono. Si, l'asia qui la si vede sia nelle facce che nell'architettura ma grazie allo zampino, ancora una volta degli inglesi, Singapore oggi assomiglia molto a Sydney ed e' anche piu' pulita! Questa e' una citta' stato sempre in crescita, sempre in evoluzione, dove il benessere e' evidente. Il paragone con l'Italia e l'Europa viene spontaneo ma sfortunatamente l'ago della bilancia non pende piu' dalla nostra parte: e' ora di dismettere i panni di chi proveniene da civilta' "superiori" e cominciare a considerare gli asiatici quantomeno al nostro pari cosi' da poter imparare cio' che loro hanno da insegnarci.
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Comunque sia, Singapore e' proprio un bel posto dove rimanere bloccati. Qui l'oriente e l'occidente si fondono. Si, l'asia qui la si vede sia nelle facce che nell'architettura ma grazie allo zampino, ancora una volta degli inglesi, Singapore oggi assomiglia molto a Sydney ed e' anche piu' pulita! Questa e' una citta' stato sempre in crescita, sempre in evoluzione, dove il benessere e' evidente. Il paragone con l'Italia e l'Europa viene spontaneo ma sfortunatamente l'ago della bilancia non pende piu' dalla nostra parte: e' ora di dismettere i panni di chi proveniene da civilta' "superiori" e cominciare a considerare gli asiatici quantomeno al nostro pari cosi' da poter imparare cio' che loro hanno da insegnarci.
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| Singapore CBD visto da Marina Bay |
sabato 9 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
Malacca-Singapore - Non poteva andare tutto liscio!
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Decido di partire da Malacca a mezzogiorno, e qui' devo dispensare un suggerimento fondamentale: mai e poi mai all'equtore programmare una partenza a mezzogiorno! Sono bastati 300m con lo zaino in spalla e 15 minuti di attesa alla fermata dell autobus per andare alla stazione dei pullman per farmi fare un sudatone che si e' ascugato solo dopo mezzora di aria condizionata a temperatura frigorifero!
Comunque, Malacca-Singapore si fa in 5 ore di pullman a meno che non sei italiano. Arrivati alla frontiera di Singapore si scende dal pulman per passare il confine con lo zaino in spalla. il pullman poi aspetta sull'altro lato. Ebbene si, per l'ennesima volta vengo fermato dalla polizia che mi porta in una stanza per interrogatori visto che il mio passaporto sembra falso. All'origine del problema e' il fatto che gli italiani sono dei fanfaroni anche nel fare i passaporti o come un poliziotto dell'immigrazione australiana molto gentilmente una volta mi disse: "capita spesso con i passaporti italiani". Questo e' il secondo passaporto con lo stesso problema: la pellicola adesiva sulla pagina della foto non viene appiccicata bene, cosi' si creano delle bolle che sono indicazione di un passaporto falsificato. Molti anni fa la polizia austriaca quasi non voleva farmi rientrare dalla Repubblica Ceca per lo stesso motivo.
Comunque alla fine tutto si risolve bene come al solito tranne che il pullman di certo non poteva aspettare me e quindi li mi ha lasciato, al posto frontiera senza un dollaro di Singapore in tasca e senza bancomat in vista.
Dopo una bella camminata zaino in spalla arrivo al vicino centro commerciale prelevo qualche dollaro e decido che gia' che non ho la minima idea di dove sono ci vuole un taxi per andare in ostello.
Circa 5 euro per 4 ore e 1/2 di pullman da Malacca al confine di Singapore e 15 euro per 1/2 di taxi all'ora di punta dal confine all ostello, pero' almeno il tassista m'ha dato abbastanza dritte per mangiare nei posti migliori della citta' che mi bastano per tutto il soggiorno!
lunedì 4 ottobre 2010
Penang-Malacca
Visualizzazione ingrandita della mappa
Dopo 9 ore spese su di un relativamente confortevole pullman, finalmente arrivo a Malacca alle 7 di mattina. La citta' ancora dorme ma avendo preso il bus sbagliato per andare alla guesthouse mi ritrovo a passeggio con 20kg sulle spalle nel centro storico di quello che gia' a prima vista appare come uno dei piu' bei borghi, se non il piu' bello, del sud-est asiatico.
Malacca e' stato uno dei porti piu' importanti al mondo ed il piu' importante d'Asia in quanto rotta quasi obbligata tra l'Oriente e l'occidente.
La citta' ha subito l'influenza del colonialismo portoghese, olandese ed inglese ed allo stesso tempo una forte immigrazione di cinesi ed indiani che qui si sono mescolati con i nativi malesi. Questo miscuglio di culture e' facilmente visibile nell'architettura del centro citta', che e' stato dichiarato patrimonio mondiale dell'umanita' dall'UNESCO ma anche dall'immensa varieta' di cibi.
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KL-Pulau Penang - Sorpresa! (01-03.10.2010)
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Georgetown citta' situata sull'isola di Penang e' stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanita' e sicuramente lo merita ma io non mi sono fatto 5 ore di pullman per venire qui ad ammirare le bellezze di Penang ma bensi' per imbarcarmi sul traghetto per Belawan che e' il porto piu' a nord dell'isola di Sumatra in Indonesia. Poi da Belawan iniziera' la discesa, isola dopo isola, verso sud-est per arrivare in Australia.
Arrivato a Penang ho trovato una guest house dove dormire un paio di notti prima di fare la traversata dello Stretto di Malacca verso l'Indonesia ma... SORPRESA! L'ultimo traghetto da Penang a Belawan e'salpato tre mesi fa, ora c'e' solo l'aereo. Il responsdabile della compagnia di navigazione mi spiega che i traghetti non riescono piu' a competere con i voli dell'Air Asia che effettuano lo stesso tragitto in 1 ora invece che 5 e per circa 15 euro invece che 40 euro.
Io sono ancora determinato ad andare in Australia senza volare quindi mi godo un paio di giorni a Penang esplorando l'architettura lasciata dal colonialismo Portoghese ed Inglese e le varie influenze create dall'immigrazione cinese ed indiana. Poi tra una samosa indiana (una specie di raviolone fritto ripieno di verdure al curry) ed un succo di canna da zucchero spremuto sul momento cerchero' di trovare una soluzione per andare a Sumatra via mare.
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Finalmente in Asia - Kuala Lumpur (28.09.2010-01.10.2010)
Visualizza SouthEast Bound in una mappa di dimensioni maggiori
Il viaggio via terra/mare per l'Australia comincia da qui, Kuala Lampur.
Il primo volo di 3 ore mi ha portato al moderno ma noioso e semivuoto aeroporto del Cairo dove ho passato 7 ore, poi altre 10 ore di volo per arrivare a Kuala Lumpur (KL).
Dopo un paio di giorni spesi a KL mi sono fatto una vaga idea su questa citta', tipica del sud-est asiatico ma molto meglio organizzata ed all'apparenza piu' vivibile della maggior parte delle grandi citta' dell'Asia. Di certo KL non e' Singapore o Hong Kong ma il sistema e l'organizzazione importati qui dagli inglesi durante la colonizzazione della penisola Malese sono ben visibili e costituiscono delle ottime basi per lo sviluppo di quello che oggi e' uno dei maggiori centri econonomici, sociali e culturali dell'Asia.
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domenica 19 settembre 2010
Direzione Sud-Est... volando il meno possibile
Sono d'accordo con la maggioranza degli italiani, il viaggio in aereo per l'Australia è troppo lungo!
Ma come si fa a passare 22 ore su di un aereo?
Io quel lunghissimo viaggio in aereo l'ho intrapreso fin troppe volte ed è per questo che questa volta mi sono proposto di usare un un approccio diverso: si parte il 27 settembre 2010 con un volo da Roma per Il Cairo in Egitto e poi Kuala Lampur in Malesia... da lì in poi si vedrà!
Ma come si fa a passare 22 ore su di un aereo?
Io quel lunghissimo viaggio in aereo l'ho intrapreso fin troppe volte ed è per questo che questa volta mi sono proposto di usare un un approccio diverso: si parte il 27 settembre 2010 con un volo da Roma per Il Cairo in Egitto e poi Kuala Lampur in Malesia... da lì in poi si vedrà!
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